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	<title>Pemfigo.it</title>
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	<description>Il primo Blog Italiano sul Pemfigo</description>
	<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 19:01:42 +0000</pubDate>
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		<title>Terapie naturali?</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 14:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<category><![CDATA[Domande frequenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Domanda: Pemfigo bolloso: le terapie naturali possono essermi di aiuto? 
Risposta:
Il pemfigo bolloso è una malattia autoimmune.
Uno dei concetti più importanti che cerchiamo di spiegare ai nostri pazienti riguarda il funzionamento del sistema immunitario. Non ci interessa che comprendano tutte le diverse interazioni molecolari e cellulari alla base della loro patologia, ci interessa invece che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Domanda</strong>: Pemfigo bolloso: le terapie naturali possono essermi di aiuto? </p>
<p><strong>Risposta:</strong></p>
<p>Il pemfigo bolloso è una malattia autoimmune.<br />
Uno dei concetti più importanti che cerchiamo di spiegare ai nostri pazienti riguarda il funzionamento del sistema immunitario. Non ci interessa che comprendano tutte le diverse interazioni molecolari e cellulari alla base della loro patologia, ci interessa invece che abbiano in mente una rappresentazione di quello che succede quando esiste una patologia autoimmune. Le interazioni tra sistema immunitario e sistema nervoso sono state ben caratterizzate ed è importante prendere in considerazione questa prospettiva quando si cerca di spiegare una patologia di questo tipo.</p>
<p>Possiamo immaginare il nostro sistema immunitario come i soldatini disposti sulle mura di un castello. Al centro di questo, seduti sul trono, ci sono il principe o la principessa, che impartiscono ordini ai soldatini. In questo modo il nostro sistema immunitario sa riconoscere le minacce e si attrezza per combatterle. Fintanto che la principessa ad esempio impartisce gli ordini corretti non ci sono problemi, ma se questa ha deciso di scappare alle Hawaii o è nascosta sotto il trono a piangere per i traumi subiti, i soldatini fanno quello che vogliono e possono sparare ai bersagli sbagliati, possono spararsi tra di loro e addirittura mirare  alla principessa. Quando il sistema immunitario è mal regolato insorgono allergie, immunodeficienze, malattie autoimmuni e forme tumorali. Tutto questo discorso è importante per puntare l&#8217;attenzione sulla componente emotiva che deve sempre essere presa in considerazione quando si affrontano patologie come il pemfigo bolloso.</p>
<p>Una delle speranze più intriganti delle teorie che mettono in stretto rapporto il sistema immunitario e il sistema nervoso riguarda la possibilità di intervenire sul &#8220;sistema uomo&#8221; attraverso piani differenti arrivando, in ogni caso, ad un riequilibrio di tutto l&#8217;organismo. Proprio per questo un tassello fondamentale nel trattamento delle patologie autoimmuni riguarda l&#8217;identificazione e il trattamento delle eventuali allergie alimentari ritardate (intolleranze alimentari). La rieducazione dell&#8217;organismo alla tolleranza passa attraverso una dieta di rotazione settimanale in cui si prevedono giorni di astinenza dagli alimenti a cui si è risultati intolleranti e giorni in cui è necessario reintrodurli per permettere il recupero della tolleranza. Ricordiamo ancora una volta la pericolosità delle diete di eliminazione. Inoltre l&#8217;identificazione tramite il Test DRIA dei vaccini iposensibilizzanti a bassa dose più indicati favorisce un più rapido e duraturo recupero della tolleranza.</p>
<p>Con il trattamento delle ipersensibilità alimentari andiamo a lavorare sull&#8217;infiammazione generale dell&#8217;organismo. Alcuni studi scientifici hanno dimostrato come, nelle patologie autoimmuni, la riduzione dei livelli generali di infiammazioni sia determinante nel processo di guarigione mettendo in piena luce il ruolo dell&#8217;infiammazione immunitaria derivata da quello che si mangia. Queste considerazioni rappresentano la base del nostro approccio a tutte le patologie infiammatorie e in particolare a quelle derivate da un&#8217;autoimmunità, cui poi, di volta in volta deve essere aggiunta la corretta somministrazione di minerali, o i fitoterapici necessari per integrare il trattamento farmacologico classico già in corso, valutando nel tempo le possibilità di riduzione o di sostituzione farmacologica in relazione controllata ai benefici ottenuti.</p>
<p>Questo tipo di trattamento fa parte integrante della nostra modalità di lavoro.</p>
<p>Cordialmente,</p>
<p>Gabriele Piuri e dott. Attilio Speciani<br />
Staff Medico Eurosalus</p>
<p>Fonte: http://www.eurosalus.com/lettere/lettere/pemfigo-bolloso-le-terapie-naturali-possono-essermi-di-aiuto.html</p>
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		<title>Pemfigoide Bolloso</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 14:24:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pemfigoide]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;altra malattia bullosa autoimmunitaria è il pemfigoide bulloso.
La sua patogenesi è caratterizzata dalla presenza di anticorpi IgG contro la proteina della giunzione tra derma ed epidermide determinandone il distacco e quindi le bolle.
Il pemfigoide bulloso tende ad essere meno severo del pemfigo volgare, pertanto il trattamento è meno aggressivo ed è focalizzato maggiormente sulla componente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;altra malattia bullosa autoimmunitaria è il pemfigoide bulloso.<br />
La sua patogenesi è caratterizzata dalla presenza di anticorpi IgG contro la proteina della giunzione tra derma ed epidermide determinandone il distacco e quindi le bolle.<br />
Il pemfigoide bulloso tende ad essere meno severo del pemfigo volgare, pertanto il trattamento è meno aggressivo ed è focalizzato maggiormente sulla componente infiammatoria che sulla produzione di anticorpi.<br />
Anche in questo caso la diagnosi è basata sull&#8217;esame istologico, le immunofluorescenze diretta ed indiretta e sull&#8217;E.L.I.S.A. test.<br />
Il trattamento nel pemfigoide bulloso varia in base alla severità clinica della malattia stessa.<br />
Nelle forme lievi e moderate si intraprende una terapia con steroidi topici potenti; nelle forme moderate non responsive e nelle forme severe come trattamento di prima scelta si somministra una terapia steroidea sistemica.<br />
E&#8217; da considerare che il pemfigoide bulloso colpisce prevalentemente pazienti anziani, spesso già in trattamento con vari farmaci; ciò è rilevante poichè l’utilizzo del cortisone in persone anziane può alterarne il metabolismo ed influenzare la pressione arteriosa il diabete e l’osteoporosi. Pertanto, quando ,nelle forme moderate e severe , non c&#8217;è un&#8217;adeguata risposta clinica o insorgono effetti secondari, si procede ancora con terapie convenzionali(più bassi dosaggi di steroidi associati ad antibiotici-tetracicline- o ad immunosoppressorimethotrexate, azatioprina) fino ad arrivare all&#8217;utilizzo di nuove terapie come le immunoglobuline iv.<br />
Le Immunoglobuline iv vengono somministrate in cicli da 3 a 5 giorni consecutivi da 2 a4 cicli con intervalli di 3-4 settimane.<br />
In realtà, in letteratura, non è stata osservata un&#8217;efficacia maggiore rispetto alla terapia convenzionale.<br />
In altre forme di pemfigoide, come il p.cicatriziale, il trattamento ha 3 obiettivi: ridurre la produzione di anticorpi,ridurre l&#8217;infiammazione e prevenire le recidive.<br />
Nelle forme a basso rischio (coinvolgimento solo orale e moderato della cute ) si procede con terapie topiche steroidee e terapia sitemica con dapsone.<br />
Nelle forme ad alto rischio (coinvolgimento degli occhi,esofago,tratto nasofaringeo), il trattamento di prima scelta è la somministrazione per via sistemica di dapsone associato allo steroide.<br />
In letteratura,sono stati riportati casi clinici non responsivi alle terapie convenzionali, mostrando invece efficacia terapie alternative come il micofenolato mofetile ed il rituximab.<br />
Nel pemfigoide gestazionale, solo in rari casi, vengono utilizzate terapie non convenzionali, come le immunoglobuline iv.<br />
Sono stati riportati pochi casi di pemfigoide bolloso e cicatriziale trattati con etanercept ottenendo buoni risultati;mentre solo 1 caso di pemfigoide cicatriziale è stato trattato con infliximab con successo.<br />
Spendiamo infine due parole anche per altre due patologie bullose autoimmuni relativamente più rare come le forme ad IgA.<br />
La dermatosi bullosa ad IgA, rappresenta insieme alla dermatite erpetiforme, la più comune malattia bullosa autoimmune dell&#8217;infanzia.<br />
La manifestazione clinica spesso è simile alla dermatite erpetiforme, come anche l&#8217;istologia, pertanto per una corretta diagnosi è necessario effettuare le immunofluorescenze diretta ed indiretta ed il coinvolgimento gastrointestinale (dermatite erpetiforme).<br />
Nei casi di mancata remissione con la terapia di prima scelta (sulfoni) e di seconda scelta (steroidi), ci si indirizza su immunosoppresori o sulle nuove terapie come il micofenolato mofetile e le Ig Iv che inducono remissioni della attività della malattia nella maggior parte dei pazienti che non rispondono alla terapia convenzionale.</p>
<p>BIBLIOGRAFIA<br />
Suarez -Fernandez R.,Espana-Alonso A.,Herrero-Gonzalez J.E.,Mascarò-Galy J.M. Pratical<br />
Managment of the most common autoimmune bullous disease.Actas<br />
Dermosifiliogr.2008;99:441-55<br />
Harman KE,Albert S.,Black MM.Guidelines for the managment of pemphigus vulgaris.Br J<br />
Dermatol 2003;149:926-37<br />
Ahmed R.,Dahl M..Consensus statement on the use of intravenous immunoglobulin therapy<br />
in the treatment of autoimmune mucocutaneous blistering diseases.Arch Dermatol 2003;139:1051-9<br />
Ahmed R.,Spigelman Z.,Cavacini L.,Posner M.treatment of phempigus vulgaris with rituximab<br />
and intravenous immune globulin.N Engl J Med 2006;355:1722-9<br />
Cano D.S., Callejas Rubio J.L.,Centeno N.O.Uso de los farmacos antagonistas del factor de<br />
necrosis tumoral en las enfermedades autoinmunes:situacion actual Med Clin 2008;131:471-7</p>
<p>Fonte:  http://www.assoc-apai.org/attachments/115_61-terapie-bullose-autoimm-apai.pdf</p>
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		<title>STUDIO SULLE MALATTIE RARE</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 10:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo è un documento scritto da uno studente liceale affetto da PV ed è stato menzionato nella primavera del 2009. 
Una malattia rara è definita dal governo federale come quello che colpisce meno di 200.000 persone negli Stati Uniti (NORD 1). 
Il Nazionale Istituto di Sanita&#8217; (NIH) riconosce circa 6.000 distinte condizioni come malattie rare. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è un documento scritto da uno studente liceale affetto da PV ed è stato menzionato nella primavera del 2009. </p>
<p>Una malattia rara è definita dal governo federale come quello che colpisce meno di 200.000 persone negli Stati Uniti (NORD 1). </p>
<p>Il Nazionale Istituto di Sanita&#8217; (NIH) riconosce circa 6.000 distinte condizioni come malattie rare.  Questi disturbi colpiscono più di 25 milioni di persone negli Stati Uniti. In altre parole, circa una su dieci persone soffre di una rara malattia. Storicamente, il piccolo numero di pazienti affetti da malattie rare individuali riceveva una limitata  assistenza medica. Nell&#8217;ultimo quarto di secolo, tuttavia, la comunità medica e il governo federale hanno lavorato insieme per fornire a tali persone cure, farmaci e terapie, nonché il sostegno finanziario paragonabile a quelli con patologie più comuni. Oltre a servire la comunità per le malattie rare, questa cooperazione pubblico-privato è ancora più significativa per la natura delle malattie rare. Secondo Stephen C. Groft, direttore del NIH Ufficio delle malattie rare, &#8220;il percorso che prende una malattia rara spesso può rappresentare un esagerata forma di un comune percorso di malattia comune, e studiandone una, aiuta gli scienziati a conoscere le altre&#8221; (US FDA 1).<br />
L&#8217;impegno pubblico e privato per le malattie rare e le problematiche da affrontare deve continuare, perché l&#8217;ultimo dei benefici e&#8217; non solo per i 25 milioni di americani colpiti da malattie rare, ma anche per i milioni di altri a livello nazionale colpite da malattie più comuni. </p>
<p>Prima del passaggio delle leggi sulle malattie rare negli Stati Uniti, le imprese farmaceutiche non erano riuscite a sviluppare farmaci per i piccoli gruppi di persone, perché non era conveniente economicamente. Dal momento che nessuno lì, ha voluto &#8220;adottare&#8221; i farmaci per curare le malattie rare sono stati classificati &#8220;orfani&#8221;. Orfani erano sia farmaci o composti biologici per l&#8217;uso di una  malattia rara o in una condizione simile.<br />
Un composto biologico, è un prodotto derivato da un organismo vivente che viene utilizzato nella diagnosi o il trattamento di una malattia. Esempi di composti biologici includono la terapia genetica, la terapia allergia, vaccini e prodotti ematici. Poiché essi sono creati da organismi viventi, si richiede tecniche di produzione estremamente specializzate e ambienti controllati.<br />
Al contrario, i farmaci sono fabbricati con prodotti chimici, consentendo di essere più facilmente controllati e prodotti in serie.<br />
Prima della produzione, tuttavia, i costi di ricerca e di sviluppo per portare un nuovo farmaco sul mercato costa in media più di $ 800 milioni di euro; I prodotti biologici costano anche di più. Per questo motivo, le aziende farmaceutiche hanno focalizzato le proprie risorse sullo sviluppo di farmaci per le principali malattie da cui si potrebbe conseguire grandi profitti. La situazione è cambiata nel 1983 quando il Congresso ha approvato una legge federale chiamato Orphan Drug Act (ODA). L&#8217;ente fornisce incentivi finanziari per le imprese alla ricerca e lo sviluppo di trattamenti mirati alle malattie rare, premiando con sgravi fiscali e di diritti esclusivi per i farmaci che si sviluppano. L&#8217;ODA ha avuto molto successo.<br />
Dal 1983, &#8220;più di 200 nuovi farmaci e prodotti biologici per le malattie rare sono state portate sul mercato&#8221;. Al contrario, nei dieci anni precedenti al 1983, sono state sviluppate meno di dieci trattamenti per le malattie rare. Un altro modo di premiare un farmaco orfano e&#8217;  quando farmaci sono sviluppati e studiati per un determinato uso, ma sono risultati efficaci nel trattamento di una malattia rara.<br />
&#8220;Fino ad oggi oltre 1.400 farmaci esistenti sia biologici che non, sono stati designati come medicinali orfani&#8221;. Di conseguenza, ci sono trattamenti disponibili per le persone con malattie rare, che   una volta non avevano alcuna speranza di sopravvivenza. In aggiunta, ci sono stati casi in cui un farmaco orfano in realtà si è rivelato molto vantaggioso economicamente, anche se questo non era stato previsto. Ad esempio, la droga Erythropoetin, comunemente denominata EPO, è stata inizialmente sviluppata per il trattamento di un numero limitato di pazienti in dialisi renale. Essa si è rivelata efficace nel trattamento della comune condizione di anemia, e ora è il prodotto orfano più venduto del mondo con $ 8 miliardi in vendite in tutto il mondo. </p>
<p>Nonostante i progressi compiuti dopo che l&#8217;ODA è stata varata, &#8220;la comunità di malattie rare resta gravata in una varietà di modi&#8221;. Tre sono i temi principali da affrontare per i pazienti con malattie rare:<br />
- ritardi nella diagnosi e nel trattamento,<br />
- la mancanza di informazioni affidabili,<br />
- l&#8217;elevato costo dei farmaci.<br />
 Un problema importante  e&#8217; come i medici  devono affrontare i pazienti con malattie rare perchè  spesso non riconoscono i sintomi di queste malattie.<br />
Diverse malattie rare sono spesso senza nome specifico e, se alcuni ricercatori sono interessati a trovare le cause ed iniziare il  trattamento, di solito lavorano in isolamento con poche sovvenzioni  o nessuna a meno che un ricco benefattore abbia un interesse personale nella ricerca di risposte.<br />
Anche se le malattie rare condividono molte caratteristiche delle malattie più comuni, essi tendono ad essere più severe, durano più a lungo e comportano  problemi apparentemente non correlati. Quando i sintomi non scompaiono, i pazienti vanno da uno specialista all&#8217;altro per molto tempo e  talvolta con esami  dolorosi  e invasivi.<br />
Molto spesso sono trattati con  una diagnosi errata.<br />
Si è scoperto che per un terzo delle persone, affette da malattie rare, si riesce ad  ottenere una diagnosi corretta solo dopo un tempo che va da uno a cinque anni ed è  aggravato dal  problema che solo un  limitato numero di medici è  formato e specializzato  per il trattamento di queste malattie, e non tutti i medici ne sono a conoscenza. Succede infatti che i pazienti molto malati devono percorrere lunghe distanze per  ricevere un trattamento adeguato con conseguente sovraccarico fisico e finanziario per una persona già malata.<br />
Se i medici capissero le connessioni  tra le malattie rare e le malattie più comuni, i pazienti riceverebbero un servizio migliore.<br />
Quando una rara malattia viene diagnosticata, il passo successivo è quello di determinare il piano di trattamento. Le malattie rare sono croniche, gravi con componenti letali. Per alcuni, non esiste una cura, ma il sollievo dei sintomi può aiutare. La ricerca genetica degli ultimi quindici anni ha dimostrato che la maggior parte delle malattie rare sono una componente genetica. Essi sono ereditate o causate da un problema o una mutazione genetica. A poco a poco, quando gli  scienziati scopriranno le cause genetiche delle malattie rare, è probabile che vi siano trattamenti migliori. Per promuovere lo sviluppo di nuove cure per queste malattie  la FDA  (governo statunitense Food and Drugs), ha creato un ufficio di Orphan Products Development (OOPD).<br />
Il  ruolo di questo ufficio è quello di coordinare e finanziare la ricerca clinica per valutare l&#8217;efficacia dei trattamenti sperimentali sui pazienti. E’ stato creato un tipo di test per  valutare l&#8217;uso improprio dei farmaci esistenti: Off-label .<br />
&#8220;Off-label significa che un farmaco è usato per curare una condizione per la quale non è stato specificamente approvato dalla FDA&#8221; .  L&#8217;uso di un farmaco già esistente per il trattamento di una malattia rara scavalca il tempo e le spese per la  ricerca e sviluppo,  a vantaggio sia del paziente che il produttore. Ad esempio, un farmaco usato per curare una  malattia rara  autoimmune chiamata pemfigo volgare si chiama Cell Cept. Questo farmaco è stato usato e sviluppato come un agente anti-rigetto per i pazienti sottoposti a trapianto di rene. Attraverso studi clinici, i ricercatori hanno scoperto che con successo sopprime  il sistema immunitario dei pazienti con pemfigo ed ha un  basso rischio di effetti collaterali.  Una delle sfide più gravi che devono affrontare le comunità delle malattie rare è quello di &#8220;raccogliere i pazienti volontari per le sperimentazioni di nuovi farmaci”. Tuttavia gli studi clinici sono l&#8217;unico modo efficace per scoprire nuovi trattamenti.<br />
Si nota una questione personale e psicologica  da parte dei pazienti che spesso sono spaventati, confusi e preoccupati per la difficoltà di ottenere informazioni chiare circa la loro malattia e il trattamento.<br />
A causa del numero limitato di pazienti che ogni  malattia rara ha, è stata creata un’organizzazione di volontariato senza scopo di lucro che raggruppa tutte le malattie rare di modo che si possono reperire le risorse necessarie per affrontare con efficacia i problemi dei pazienti con malattie rare su banche dati nazionali e internazionali. Infatti  essi e le loro famiglie costituiscono una forza pari a 25 milioni di persone. Nel 1983, è stata istituita la National Organization for  Rare Disorders (NORD)  per coordinare tutte queste persone<br />
Esistono più di 1.100 malattie rare e questa organizzazione fornisce materiale didattico a medici e pazienti,  contribuendo a ridurre l&#8217;ansia dei pazienti.<br />
NORD organizza il coordinamento dei soggetti interessati  degli studi clinici e si presenta alle conferenze mediche  negli Stati Uniti e in tutto il mondo, al fine di educare i medici sulle realtà dei pazienti affetti da malattie rare.<br />
Uno dei risultati più importanti è stato il suo contributo alla creazione nel 1995, dell&#8217;Ufficio del Rare Diseases (ORD) al  NIH (National Institutes of Health).<br />
In precedenza, non vi era alcun organismo di coordinamento tra le dodici organizzazioni NIH.<br />
 Studiare le malattie rare portava la duplicazione degli studi o al contrario la mancanza di studio. ORD  coordina adesso  il lavoro di tante discipline, che condividono le loro idee e scoperte con gli altri gruppi del  NIH comprendendo anche coloro che studiano le malattie comuni.<br />
Il risultato è una migliore comprensione ed un costo complessivo inferiore. </p>
<p>Staff Pemfigo.it</p>
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		<title>II° CONVEGNO - PEMFIGO/PEMFIGOIDE -14/05/2010 * I.D.I. * ROMA</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 21:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Eventi &amp; News]]></category>

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		<description><![CDATA[

 

14 maggio 2010
&#160;
presso l&#8217;Auditorium DELL&#8217; I.D.I.
Istituto Dermopatico dell’Immacolata
Via dei Monti di Creta 104 Roma
 
PROGRAMMA
 
Moderatore:
Dott. Giuseppe CIANCHINI (Dermatologo, Dipartimento di Immunodermatologia IDI – IRCCS Roma)
 
ore 09.30: Saluto del Presidente ANPPI: D.ssa Giovanna Gemmato
 
ore 09.50: Saluto del Presidente ADOI, D.ssa De Pità
 
ore 09.55: Introduzione: Dott. Giuseppe Cianchini, Dott. Biagio didona
 
ore 10.00:  La terapia pulsata con [...]]]></description>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: center" align="center"><strong><span style="font-size: 20pt; font-family: Arial; color: #7f0000">14 maggio 2010</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center" align="center">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center" align="center"><strong><span style="font-family: Arial; color: #7f0000">presso l&#8217;Auditorium DELL&#8217; I.D.I.<br />
Istituto Dermopatico dell’Immacolata<o:p></o:p></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center" align="center"><strong><span style="font-family: Arial; color: #7f0000">Via dei Monti di Creta 104 Roma<o:p></o:p></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center" align="center"><strong><span style="font-family: Arial; color: #7f0000"><o:p> </o:p></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center" align="center"><strong><u><span style="font-family: Arial">PROGRAMMA<o:p></o:p></span></u></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center" align="center"><span style="font-family: Arial"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial"><strong>Moderatore</strong>:<br />
<strong>Dott. Giuseppe CIANCHINI</strong> (Dermatologo, Dipartimento di Immunodermatologia IDI – IRCCS Roma)<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial">ore 09.30: Saluto del Presidente <strong>ANPPI</strong>: D.ssa <strong>Giovanna Gemmato</strong><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial">ore 09.50: <em>Saluto del Presidente ADOI, D.ssa <strong>De Pità</strong><o:p></o:p></em></strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial">ore 09.55: <em><strong>Introduzione</strong>: Dott. <strong>Giuseppe Cianchini</strong>, Dott.<strong> Biagio didona</strong><o:p></o:p></em></strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial">ore 10.00: <em><strong> La terapia pulsata con farmaci tradizionali</strong></em><strong><em><o:p></o:p></em></strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial"><span>                  </span></span><span style="font-family: Arial">Relatore: <strong>Dott. Biagio Didona</strong><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial">ore 10.20: <em><strong>&#8220;Cè qualcosa di nuovo nella terapia del pemfigo&#8221;?</strong></em><strong><em><o:p></o:p></em></strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial"><span>                  </span></span><span style="font-family: Arial">Relatore: Prof. <strong> Paolo Fabbri</strong><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial">ore 10.40:<em><strong> &#8220;Trapianto di cellule staminali emopoietiche nelle forme severe di pemfigo&#8221; </strong></em><strong><em><o:p></o:p></em></strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial"><span>                  </span></span><span style="font-family: Arial">Relatore: <strong>Dottor <strong>Riccardo Saccardi </strong></strong><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial">ore 11.00:<em><strong> &#8220;Alimentazione e norme igienico-comportamentali nel pemfigo&#8221;<br />
</strong></em><strong><em><o:p></o:p></em></strong></span>              </span></span><span style="font-family: Arial">Relatrici: </span><span style="font-family: Arial"><em><strong>Dott.ssa Angela Antonucci,</strong></em></span><span style="font-family: Arial"> </span><span style="font-family: Arial"><em><strong>Prof.ssa Annalisa Patrizi: </strong></em></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial">ore 11.40:<strong> Break e discussione</strong></span></p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial">ore 12.00:<em><strong>&#8220;Le certezze e le promesse della terapia biologica&#8221;<br />
</strong></em></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial"><span>                  </span>Relatore: </span><span style="font-family: Arial"><em><strong>Dott. Giuseppe Cianchini</strong></em></span></p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial">ore 12.20: <em><strong> &#8220;Morte cellulare e pemfigo: nuovo target per una terapia alternativa alla immunosoppressione&#8221;<br />
</strong></em></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial"><span>                  </span></span><span style="font-family: Arial">Relatore: </span><span style="font-family: Arial"><em><strong>Prof. Carlo Pincelli</strong></em></span></p>
<p><span style="font-family: Arial"></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial"><br />
ore 12.40: Discussione</span><span style="font-family: Arial"></span></p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial">ore 13.00: Light lunch</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial"></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial"><o:p> </o:p></span></p>
<p>ore 14.00: Assemblea Annuale  <strong>ANPPI</strong> con approvazione Bilancio 2009, varie ed eventuali<br />
<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial">ore 17.00: fine lavori</span></p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial"><strong>Per informazioni scrivere all&#8217;indirizzo: <a href="mailto:info@pemfigo.it">info@pemfigo.it</a></strong></span></p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Lettera ai Dermatologi - Dentisti e Ammalati</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 20:10:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Egregi Dottori,
siamo una neonata associazione di malati di Pemfigo e Pemfigoide.
Con la presente vogliamo formularvi alcune richieste, invitandovi a migliorare l’assistenza nei nostri confronti.
Per la rarità della nostra patologia siamo stati a lungo isolati e incapaci di trovare punti di riferimento.
Oggi, grazie alla nostra associazione, finalmente siamo in grado di confortarci e sostenerci vicendevolmente molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Egregi Dottori,</p>
<p>siamo una neonata associazione di malati di Pemfigo e Pemfigoide.<br />
Con la presente vogliamo formularvi alcune richieste, invitandovi a migliorare l’assistenza nei nostri confronti.<br />
Per la rarità della nostra patologia siamo stati a lungo isolati e incapaci di trovare punti di riferimento.<br />
Oggi, grazie alla nostra associazione, finalmente siamo in grado di confortarci e sostenerci vicendevolmente molto meglio e più di quanto riuscivano a fare i nostri familiari o amici, che loro malgrado, sanno pochissimo della nostra situazione medica e non possono comprendere l’aspetto tragico di una realtà dove i farmaci, alla lunga, diventano veleni, lasciando diversi punti interrogativi sui risultati finali della cura.<br />
Per questi motivi è stato forte il desiderio di fondare questa associazione che opera esclusivamente per fini di solidarietà sociale e vuole diffondere più notizie possibili su questa patologia, affinché venga migliorata l’assistenza, incentivata la ricerca, con la speranza che tutti i malati riescano a uscire da un deserto che li mantiene isolati.<br />
Precisiamo che gli aspetti tecnici trattati di seguito, se pur nella loro forma semplice ed elementare, sono stati controllati dai nostri medici di riferimento. Sia per le nostre esperienze personali, sia per le numerose testimonianze degli ammalati di pemfigo, sappiamo bene della via crucis che in genere deve subire una persona prima di avere diagnosticata questa malattia. Spesso la si confonde con altre. I sintomi continuano ad aggravarsi, specialmente se le prime manifestazioni si presentano nel cavo orale. Per la diagnosi , a volte possono trascorrere parecchi mesi e si interpellano diversi specialisti. Dai contatti che abbiamo con <a href="http://www.pemphigus.org/">The International Pemphigus &#038; Pemphigoid Foundation (IPPF) </a> sappiamo che anche in America, da sempre, si verificano gli stessi ritardi nella diagnosi di tali patologie, pertanto, ne deduciamo che non è colpa dei medici ma della rarità della malattia stessa.<br />
Riteniamo anche che nessuno ha mai provato a informare la classe medica su come riconoscere un malato di pemfigo.</p>
<p>Ci rivolgiamo dunque ai medici di base e ai dentisti:<br />
se fra i vostri pazienti si presenta una persona affetta da afte o lesioni sul cavo orale refrattario ad ogni tipo di cura (antibiotici o antivirali), prima di ipotizzare altre patologie, o intolleranze alimentari, che per la diagnosi necessitano d’esami particolari, vi chiediamo di pensare anche ad una forma di pemfigo.<br />
Infatti il paziente presenta sul corpo (dorso, spalle , gambe, ecc) piccole bolle ripiene d’acqua, o croste sul cuoio capelluto. Con un semplice prelievo di sangue potete richiedere l’esame degli anticorpi antidesmogleine 1 e 3 o BP 180 in uno dei laboratori immunologici elencati sul nostro sito. E’ anche possibile, previo accordo telefonico, spedire il siero estrapolato da 7 cm cubici di sangue, in uno di questi laboratori. Confermata la diagnosi, vi chiediamo di non inviare il paziente da uno specialista in dermatologia generale, anche se ritenuto il migliore, perchè facilmente non ha mai assistito un malato di pemfigo e quindi non può curarlo nel migliore dei modi. Il malato di pemfigo, per ricevere le migliori condizioni terapeutiche va seguito da un dermatologo che si occupa prevalentemente di malattie del sistema immunitario/bollose, che presti la sua opera in un centro ospedaliero dove per la sufficiente casistica di ammalati di pemfigo, ha acquisito l’esperienza necessaria per sapere come affrontare le cure d’attacco , come contrastare con efficacia i numerosi e dannosi effetti collaterali di terapie prolungate nel tempo e come regolare i farmaci con dosaggi minimi nelle cure di mantenimento. Lì dove riterrà necessario, saprà usare anche i nuovi farmaci sperimentali.<br />
Per voi sarà raro incontrare un malato di pemfigo quindi vi preghiamo di ricordarvi di questo articolo che avrà ampio spazio sul nostro sito, dove saranno visibili le foto dei sintomi all’esordio della malattia, specialmente sul cavo orale, sulla pelle e sul cuoio capelluto.</p>
<p>Il pemfigo, all’esordio, può manifestarsi anche solo con sintomi sulla pelle, condizione che porta i pazienti a rivolgersi ai dermatologi:</p>
<p>ci rivolgiamo anche a Voi che lavorate presso i centri ospedalieri e che avete interesse a curare queste patologie immunologiche chiedendo di contattarci. E’ nostro interesse promuovere e diffondere informazioni su queste patologie in Italia e all’estero.<br />
Oggi molti malati, specialmente quelli più gravi, volano da un punto all’altro della nostra penisola per trovare i centri migliori, dove curarsi.</p>
<p>E’ nostro compito indirizzare i malati, impossibilitati a spostarsi, nei migliori centri regionali che curano queste patologie e per espletare al meglio questo servizio intendiamo informarci bene sulla qualità delle cure dei vari centri e sulla loro esperienza, valutabile dalla casistica dei malati curati negli ultimi anni.</p>
<p>Siamo fortemente determinati a non esitare a chiedere aiuto a istituzioni, ricercatori e strutture mediche.</p>
<p>Grazie di cuore a chi vorrà concederci la Sua attenzione.</p>
<p>Gli  Ammalati di Pemfigo/Pemfigoide.</p>
<p><strong>Staff Pemfigo.it </strong></p>
<p><em>&#8220;Una speranza comune per una malattia singolare&#8221;</em>;</p>
<p>Elenco siti con foto di ammalati di Pemfigo/Pemfigoide.</p>
<p><a href="http://www.merck.com/mmpe/sec10/ch112/ch112f.html">http://www.merck.com/mmpe/sec10/ch112/ch112f.html</a></p>
<p><a href="http://www.merck.com/mmpe/sec09/ch101/ch101b.html">http://www.merck.com/mmpe/sec09/ch101/ch101b.html</a></p>
<p><a href="http://dermnetnz.org/immune/pemphigus-vulgaris.html">http://dermnetnz.org/immune/pemphigus-vulgaris.html</a></p>
<p><a href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=en&#038;langpair=en|it&#038;u=http://dermatlas.med.jhmi.edu/derm/indexDisplay.cfm%3FImageID%3D-1163475701&#038;rurl=translate.google.com&#038;usg=ALkJrhhCenuLneoxaJGczBPOFS7Kmk28Ig">http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=en&#038;langpair=en|it&#038;u=http://dermatlas.med.jhmi.edu/derm/indexDisplay.cfm%3FImageID%3D-1163475701&#038;rurl=translate.google.com&#038;usg=ALkJrhhCenuLneoxaJGczBPOFS7Kmk28Ig</a></p>
<p><a href="http://dermatlas.med.jhmi.edu">http://dermatlas.med.jhmi.edu</a></p>
<p><a href="http://dermatlas.med.jhmi.edu/derm/IndexDisplay.cfm?ImageID=-1442654255">http://dermatlas.med.jhmi.edu/derm/IndexDisplay.cfm?ImageID=-1442654255</a></p>
<p><a href="http://dermatlas.med.jhmi.edu/derm/IndexDisplay.cfm?ImageID=1123425914">http://dermatlas.med.jhmi.edu/derm/IndexDisplay.cfm?ImageID=1123425914</a></p>
<p>Tantissime altre foto  le potete trovare  sempre  sul  sito:<br />
<a href="//dermatlas.med.jhmi.edu/derm/"><br />
dermatlas.med.jhmi.edu/derm/</a></p>
<p>cliccando su  <Images><br />
a partire dalla foto n° 7977  alla n° 8080.</p>
<p>Staff Pemfigo.it</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Testimonianze</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 07:20:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Testimonianze di Malati in remissione]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi,
credo sia una buona  idea creare  questa pagina  per  far sapere  che andare in remissione con il Pemfigo è possibile.
Io non so   perchè  pur  facendo una medesima  cura  il  nostro corpo  reagisce in maniera differente, però parlare con chi hai la certezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi,</p>
<p>credo sia una buona  idea creare  questa pagina  per  far sapere  che andare in <strong>remissione</strong> con il Pemfigo è possibile.</p>
<p>Io non so   perchè  pur  facendo una medesima  cura  il  nostro corpo  reagisce in maniera differente, però parlare con chi hai la certezza che ti può capire è un buon sollievo.</p>
<p>La speranza si affaccia  ed il pensiero cambia  e  si insinua nella tua mente quella condizione emotiva  che rafforza il tuo modo di gestire la malattia.</p>
<p>Ogni  ammalato emana una richiesta di aiuto  e  per questo  è nata la nostra Associazione ANPPI.</p>
<p>Vorrei  che ognuno di noi  fosse  un raggio di sole che scalda coloro che gli sono accanto e non stelle che brillano di luce riflessa.</p>
<p>Siete  i benvenuti,  Vi aspettiamo</p>
<p>Un caro  saluto.  Sara.</p>
<p>339 3021918 - saratorino@alice.it</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>28/02/2010 Giornata Mondiale delle Malattie Rare</title>
		<link>http://www.pemfigo.it/?p=80</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 21:27:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Eventi &amp; News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pemfigo.it/?p=80</guid>
		<description><![CDATA[
Presso l&#8217; Istituto Superiore di Sanità sarà attivo il  numero verde 800 89 69 49 per ascoltare, sostenere e indirizzare i pazienti di Malattie Rare.
In Italia si svolgeranno molte iniziative che coinvolgeranno Istituzioni pubbliche, Associazioni e Organizzazioni, affinchè si esca  dall&#8217; anonimato e dalla solitudine. Soprattutto per dire:
&#8220;ascoltateci, ci siamo anche noi&#8221;.
Le Malattie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/img/logo_anppi_rare_disease_day.jpg" title="Loghi ANPPI e RARE DISEASE DAY" alt="Loghi ANPPI e RARE DISEASE DAY" width="480" height="180" /></p>
<p>Presso l&#8217; Istituto Superiore di Sanità sarà attivo il  numero verde 800 89 69 49 per ascoltare, sostenere e indirizzare i pazienti di Malattie Rare.</p>
<p>In Italia si svolgeranno molte iniziative che coinvolgeranno Istituzioni pubbliche, Associazioni e Organizzazioni, affinchè si esca  dall&#8217; anonimato e dalla solitudine. Soprattutto per dire:<br />
&#8220;ascoltateci, ci siamo anche noi&#8221;.</p>
<p>Le Malattie Rare sono patologie potenzialmente letali o cronicamente debilitanti e invalidanti. La rarità  non deve essere un&#8217;ostacolo che blocca  l&#8217; impegno per la <strong>ricerca</strong>, unica via possibile per <strong>curare</strong> e dare <strong>speranza</strong> di vita accettabile alle persone con tale  malattia. Le Associazioni il cui significato è:<br />
&#8220;unione di due o più individui  che perseguono uno scopo comune&#8221;<br />
sono le UNICHE  forze a cui un ammalato  può rivolgersi  ed oggi  noi ammalati  che  vivamente  ci crediamo,  con speranza  facciamo sentire la nostra voce e con altrettanta speranza  attendiamo  chi può tenderci la mano.</p>
<p>Secondo me la ricerca scientifica sulle malattie rare è l&#8217;unica via che ci potrà dare dei risultati concreti.<br />
Pazienti/ricerca - radici/acqua: ecco  l&#8217;uno non può vivere senza l&#8217;altro.<br />
E&#8217;  forse sbagliato pensare di aver DIRITTO alle stesse opportunità di cure che hanno i malati  diciamo &#8220;comuni&#8221;?.</p>
<p>Perseveranti spargiamo tanti  semi e  fiduciosi  di sicuro alla fine raccoglieremo.</p>
<p>Sulla nostra strada ci sono non pochi  ostacoli  ma, avanzando per tappe  si arriverà all&#8217;ambita  meta.</p>
<p><em>Sara Schifano</em></p>
<p>*****</p>
<p>Il nostro Presidente <strong>Giovanna Gemmato</strong> sarà presente a <strong>Cassano delle Murge</strong> in un incontro in occasione della Giornata delle Malattie Rare.</p>
<p>Di seguito  la Sua  comunicazione:</p>
<p>La Giornata delle Malattie Rare è diventata rapidamente una data chiave nel calendario delle malattie rare. Il 28 febbraio tutte le associazioni per le malattie rare in Italia parteciperanno all&#8217;evento. Come negli anni passati le associazioni dei malati e i rispettivi partners sono invitati ad organizzare eventi attorno al tema delle malattie rare ed alle questioni che toccano il cuore dei malati. Gli obiettivi della giornata sono:</p>
<p>• Sensibilizzare il pubblico sul tema delle malattie rare e rafforzare la loro importanza in quanto priorità per la salute pubblica</p>
<p>•	Rafforzare la voce dei malati</p>
<p>• Dare speranza e informazioni alle persone affette da malattie rare, specialmente per quelle per le quali non è disponibile un network di supporto</p>
<p>•	Consolidare la collaborazione internazionale per la lotta contro le malattie rare</p>
<p>Per questo motivo, invitiamo la cittadinanza tutta, alla conferenza pubblica che si terrà DOMENICA • 28 FEBBRAIO 2010 • PRESSO LA SCUOLA MATERNA “REGINA ELENA” (SUORE APOSTOLE DEL SACRO CUORE) - VIA GRAMSCI - CASSANO DELLE MURGE, ALLE ORE: 17<br />
                  “UNA SPERANZA IN COMUNE PER UNA MALATTIA SINGOLARE”</p>
<p>                         Partecipate numerosi, il vostro sostegno è prezioso!</p>
<p><em>Giovanna Gemmato - Presidente A.N.P.P.I.</em></p>
<p><strong> - CASSANO DELLE MURGE (Bari)</strong><br />
<a href="/wp-content/doc/locandina_28_febbraio_2010.doc">Guarda la locandina</a><br />
<a href="/wp-content/doc/programma_giovanna_28_febbraio_2010.doc">Programma dell&#8217;evento</a></p>
<p><strong>Altri  Eventi</strong></p>
<p><strong> - TORINO</strong>:  Domenica 28/2 -P.za San Carlo   dalle  ore 10  alle 17.<br />
Sabato 27 febbraio Via A. Doria 18 , alle  20.30,  presso il teatro del collegio San Giuseppe, rappresentazione teatrale brillante &#8220;Il tacchino&#8221; di George Feydeau, con la compagnia &#8220;Quinte Inquiete&#8221;, organizzato dal <strong>CMID/Torino</strong></p>
<p><strong> - BERGAMO</strong>: venerdì 26 febbraio - Villa Camozzi - RANICA<br />
<a href="http://malattierare.marionegri.it/images/downloads/convegni2010/26.02.2010_open_day">Guarda la locandina</a></p>
<p><a href="/wp-content/doc/programma_eventi_italia_28_febbraio_2010.doc">LEGGI tutti gli  eventi in Italia</a></p>
<p><strong>Staff - Pemfigo.it</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>LOGHI/Locandine</title>
		<link>http://www.pemfigo.it/?p=79</link>
		<comments>http://www.pemfigo.it/?p=79#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 22:31:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Informazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pemfigo.it/?page_id=79</guid>
		<description><![CDATA[Questa pagina è rivolta a tutti coloro che vorranno promuovere la nostra associazione, stampando ed appendendo le nostre locandine nei luoghi ove ciò sia autorizzato.
Di seguito i materiali disponibili:
- Logo ANPPI
- Locandina ANNPI n°1
- Locandina ANNPI con riquadro iscrizione ANPPI
- Locandina con informazioni per devolvere il 5 per 1000
- Locandina ANNPI locale
Staff Pemfigo.it 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa pagina è rivolta a tutti coloro che vorranno promuovere la nostra associazione, stampando ed appendendo le nostre locandine nei luoghi ove ciò sia autorizzato.</p>
<p>Di seguito i materiali disponibili:</p>
<p>- <a href="/wp-content/img/logo_anppi.jpg" target="_blank">Logo ANPPI</a><br />
- <a href="/wp-content/img/locandina_anppi.jpg" target="_blank">Locandina ANNPI n°1</a><br />
- <a href="/wp-content/img/locandina_anppi_3.jpg" target="_blank">Locandina ANNPI con riquadro iscrizione ANPPI</a><br />
- <a href="/wp-content/img/locandina_5x1000_anppi.jpg" target="_blank">Locandina con informazioni per devolvere il 5 per 1000</a><br />
- <a href="/wp-content/img/locandina_anppi_2.jpg" target="_blank">Locandina ANNPI locale</a></p>
<p><strong>Staff Pemfigo.it </strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Terapia del Pemfigo</title>
		<link>http://www.pemfigo.it/?p=78</link>
		<comments>http://www.pemfigo.it/?p=78#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 21:59:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Informazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pemfigo.it/?page_id=78</guid>
		<description><![CDATA[TERAPIA DEL PEMFIGO a cura dell&#8217;Università degli Studi di Bologna  
Direttore:    Prof.ssa   ANNALISA PATRIZI
Il trattamento del  pemfigo  prevede l’impiego sempre del corticosteroide, da associare ai   farmaci risparmiatori di steroidi. La scelta terapeutica deve seguire il seguente schema sintetico: 
Corticosteroide   (monitorare glicemia, pressione arteriosa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>TERAPIA DEL PEMFIGO a cura dell&#8217;Università degli Studi di Bologna </strong> </p>
<p>Direttore:   <strong> Prof.ssa   ANNALISA PATRIZI</strong></p>
<p>Il trattamento del  pemfigo  prevede l’impiego sempre del corticosteroide, da associare ai   farmaci risparmiatori di steroidi. La scelta terapeutica deve seguire il seguente schema sintetico: </p>
<p>Corticosteroide   (monitorare glicemia, pressione arteriosa, protidemia, elettroliti, pressione<br />
                                 endoculare)</p>
<p>(secondo schema allegato) associare gastroprotezione!!</p>
<p>                                      +</p>
<p>associare uno dei seguenti farmaci “risparmiatori di steroide”:</p>
<p>1° scelta) <strong>Azatioprina </strong>(previo TMPT, monitorare fx epatica, emocromo con formula ed amilasi)</p>
<p>2° scelta) <strong>Micofenolato mofetile</strong> (se Azt non funziona; monitorare emocromo con fomula)</p>
<p>3° scelta) <strong>Ciclofosfamide</strong> (se Mfm non funziona; monitorare emocromo con formula)</p>
<p>Qualora i farmaci precedentemente elencati non funzionino, in associazione ai corticosteroidi si può impiegare:</p>
<p>-<strong>IgG vena</strong>  (possono essere erogate in regime di ricovero oppure in modalità file F a regime<br />
                      ambulatoriale)</p>
<p>-<strong>Rituximab</strong>   (solo in caso in cui se le terapie precedenti non funzionino; può essere erogato in<br />
                        regime ambulatoriale con file F, solo se strettamente necessario)</p>
<p>Nel paziente con pemfigo la terapia corticosteroidea non va interrotta mai definitivamente, mantenendo  anche  bassissimi  dosaggi  alcuni  gg.  a settimana, tranne in alcuni casi di totale remissione con rituximab. </p>
<p><strong>CORTICOSTEROIDI</strong>:</p>
<p>I corticosteroidi sistemici restano il farmaco di prima scelta per il trattamento del pemfigo essendo efficaci ed in grado di indurre una remissione della patologia.<br />
La terapia corticosteroidea sistemica dve essere iniziata ad alti dosaggi, che poi vengono gradualmente ridotti in maniera lenta, fino ad arrivare al dosaggio di mantenimento minimo efficace per il paziente, che difficilmente potrà essere interrotto, evitando così il rebound della malattia.<br />
I cortisonici impiegati possono essere:  <strong>deflazacort, metilprednisolone, prednisone</strong>.</p>
<p>1)	<strong>Deflazacort</strong> (Deflan): fino ad un massimo di 120 mg die; questo cortisonico possiede una forte attività glucocorticoide, con scarso effetto mieralcorticoide, riducendo così li eventi avversi derivanti dall’uso protratto degli steroidi.</p>
<p>2)	<strong>Metilprednisolone</strong> (Medrol- Urbason): 0,5-1 mg/kg/die </p>
<p>3)	<strong>Prednisone</strong> (Deltacortene): 0,5-1 mg die (fino a 60 mg die)</p>
<p>La terapia corticosteroidea può essere effettuata secondo differenti schemi terapeutici, ad esempio:</p>
<p><strong>DEFLAZACORT</strong>  (Deflan 30 mg cp oppure 6 mg cp)</p>
<p>Dose iniziale di 120 mg die (0,5-1 mg/die)<br />
Schema terapeutico:<br />
120 mg die per 4 settimane<br />
dopo 4 settimane:<br />
٠ scalare di 6 mg/die a di alterni: 120-114-120-108-120-102-120-96-…così da arrivare in 6-7 settimane a 120-0, mantenendolo per 1 settimana.<br />
 ٠ dopo si riduce di 15 mg a di alterni :  105-0-per una settimana, poi 90-0. poi 75-0….sino ad arrivare a 45-0, ossia 45 mg 3 vv a settimana,<br />
٠ ed infine lo si può portare a 45 mg 2 vv sett come mantenimento </p>
<p><strong>METILPREDNISOLONE</strong> (Urbason fl im 20-40-10 mg)<br />
Utile soprattutto in boli da 1 gr/die per 3-5 ad inizio terapia per accelerare i tempi di remissione, in pazienti la cui gravità lo richiede.</p>
<p><strong>PREDNISONE</strong> (Deltacortene 25 mg o 5 mg cp):</p>
<p>Schema 1)  Dosaggio di mg/die (ad esempio 0,5mg/kg/die per una persona di 80 kg) da<br />
                mantenere per 7 gg prima di scalare alla dose più bassa.<br />
                40, 35, 30, 25, 20, 17,5, 15, 12,5, 10, 7,5, 5, 4, 3, 2, 1</p>
<p>Schema 2) Dosaggio in mg/die  (ad esempio 0,5mg/kg/die per una persona di 80 kg) a gg<br />
              alterni, mantenuto per 8 gg prima di passare alla dose  successiva:</p>
<p>40-35 &#8212;&#8212;    25-2<br />
40-30 &#8212;&#8212;    20-2<br />
40-25 &#8212;&#8212;  17,5-2<br />
40-20 &#8212;&#8212;  17,5-1<br />
40-18 &#8212;&#8212;     15-1<br />
40-15 &#8212;&#8212;  12,5-1<br />
40-13 &#8212;&#8212;  12,5-0<br />
40-10	 &#8212;&#8212;    10-0<br />
40-7,5&#8212;&#8212;     7-5<br />
40-6	 &#8212;&#8212;-     6-0<br />
40-5   &#8212;&#8212;-     5-0<br />
40-4   &#8212;&#8212;-     4-0<br />
40-3	 &#8212;&#8212;-     3-0<br />
35-3   &#8212;&#8212;-     2-0<br />
30-3	 &#8212;&#8212;-    1-0<br />
30-2	 &#8212;&#8212;-       0</p>
<p><strong>ASSOCIARE SEMPRE GASTROPROTEZIONE</strong>:<br />
inibitori della pompa Na-K, come omeprazolo (Antra 20 mg cp  s: 1 cp die al mattino a stomaco vuoto)<br />
Ad inizio terapia con corticosteroide sistemico bisogna anche somministrare l’azatioprina 100 mg die, previo dosaggio del TPMT (se >5 mmol si può fare la terapia)</p>
<p>Effetti collaterali dei corticosteroidi sistemici: </p>
<p>٠<em>Causati dall’effetto mineralcorticoide</em>:<br />
* ipertensione arteriosa: monitorare costantemente la pressione arteriosa ed aggiungere eventuale terapia antiipertensiva qualora la pressione diventasse elevata (oppure provare a passare al deflazacort che ha effetti ridotti sulla pressione arteriosa)</p>
<p>* ritenzione di liquidi e sodio e perdita di potassio: effettuare controllo del bilancio elettrolitico ed eventuale integrazione</p>
<p>* soppressione surrenalica: questo implica che per terapie con durata maggiore di 3 settimane è opportuno scalare il cortisone molto gradualmente per evitare crisi surrenalica acuta. Quando il paziente è in terapia da anni si può avere atrofia surenalica che può persistere anche per anni dopo la sospensione.</p>
<p>٠<em>Causati dall’effetto glucocorticoide</em>:<br />
* diabete mellito: monitorare la glicemia e consigliare una dieta iperproteica e povera di zuccheri<br />
* osteoporosi: controllare eventuale insorgenza di fratture vertebrali fino alla necrosi della testa del femore.<br />
* Atrofia muscolare e del muscolo cardiaco: consigliare dieta iperproteica<br />
* Ulcera peptica: associare un gastroprotettore<br />
* Sindrome di Cushing: facies lunaris, strie distensae, acne. È reversibile dopo sospensione.<br />
* Arresto della crescita nei bambini<br />
* Disturbi mentali: psicosi, euforia, depressione e suicidio. Insonnia.<br />
* Irsutismo<br />
* Aumento ponderale</p>
<p>* Infezioni: aumenta il rischio di infezioni gravi, come anche setticemia, tubercolosi, ma anche<br />
                infezioni fungine e virali.<br />
* Glaucoma: monitorare la pressione endoculare.<br />
* Ritardo nella guarigione ed atrofia della pelle.</p>
<p>N.B. se si impiegano steroidi topici bisogna tenere presente che vi è assorbimento anche di questi!</p>
<p><strong>FARMACI RISPARMIATORI DI STEROIDI</strong></p>
<p>Nella terapia del pemfigo si affianca al corticosteroide un altro farmaco immunosoppressore che consente di ridurre la dose di steroide. Fra questi farmaci vi è l’aziatioprina, il micofenolato mofetile, la ciclofosfamide, il methotrexate.</p>
<p>1° scelta) <strong>AZATIOPRINA </strong><br />
Azatioprima 50 mg cp)</p>
<p>Prima di somministare l’AZT si deve dosare l’enzima TMPT.<br />
Empiricamente, qualora il laboratorio non testi tale enzima, si può iniziare a trattare il paziente con un basso dosaggio di AZT e valutare le transaminasi dopo 4-5 gg da inizio terapia; qualora queste siano aumentate di valori almeno 4-5 vv rispetto alla norma si deve interrompere il trattamento.<br />
In base ai valori di tale enzima si può somministrare l’AZT, ossia se i valori sono>5 si può arrivare ad un dosaggio di AZT anche di 1-4 mg/kg/die.<br />
Questo enzima protegge dall’effetto mielosoppressore ed epatotossico dell’AZT, per cui empiricamente si può anche valutare le transaminasi ed emocromo dopo 4-5 gg di terapia e sospendere immediatamente qualora siano alterate.<br />
La AZT viene prescritta in contemporanea al cortisone alla dose di 100 mg/die (50+50) e mantenuta nel tempo con controlli periodici della funzionalità epatica e midollare.<br />
Risposta clinica lenta.</p>
<p>Monitoraggio: fx epatica ed emocromo con formula settimanali nelle prime 4 settimane, poi controlli bimestrali.<br />
Talvolta pancreatici: monitorare le amilasi pancreatiche.</p>
<p>Dosi ridotte in insufficienza renale, epatica ed anziani.</p>
<p>2° scelta) <strong>MICOFENOLATO MOFETILE</strong><br />
(CellCept cp 500 mg o 250 mg)</p>
<p>2 gr die (ossia 1 gr 2 vv die)  (= 30-45 mg/kg/di), può essere ridotto dopo 2-3 mesi di 500 mg al mese fino a mantenere il dosaggio di 1 gr die.<br />
Efficacia in associazione al corticosteroide, sovrapponibile a quella dell’AZT.<br />
Mielotossicità: monitorare l’emocromo con formula settimanalmente per il primo mese, e poi bisettimanalmente.<br />
Infezioni<br />
Disturbi gastro-intestinali, come nausea, vomito, dolori addominali.</p>
<p>3° scelta) <strong>CICLOFOSFAMIDE</strong><br />
(Cytoxal cpr, 50 mg, da assumere con abbondante acqua)</p>
<p>1-3 mg/kg/die, monitorare l’emocromo con formula e fx epatica settimanalmente per 6 sett, poi bisettimanalmente.<br />
N.B. fa cadere i capelli!!!<br />
Si può fare anche pulse therapy 1 vv settimana. </p>
<p>Effetti collaterali:<br />
Riduzione della funzionalità del midollo osseo. Il ciclofosfamide può causare anemia, tendenza a sviluppare ecchimosi, ossia lividi, o emorragie e infezioni. La ridotta funzionalità del midollo osseo può manifestarsi circa sette giorni dopo la somministrazione del farmaco, raggiungendo usualmente i valori minimi 10-14 giorni dopo la chemioterapia. Quindi il conteggio delle cellule ematiche ricomincia a salire costantemente e di solito si normalizza entro 21-28 giorni.<br />
Il conteggio delle cellule ematiche diminuisce in funzione della dose di ciclofosfamide che ricevete e degli eventuali altri farmaci con i quali la chemioterapia viene attuata. L’oncologo saprà indicarvi quante probabilità ci sono che il conteggio delle cellule ematiche diminuisca in seguito alla chemioterapia. Sarete sottoposti a esami periodici del sangue per controllare la funzionalità del midollo osseo.<br />
Se la temperatura sale oltre 38° C o se sviluppate ecchimosi o emorragie senza apparente motivo, o se all’improvviso non si sentite bene anche se la temperatura è normale, mettetevi subito in contatto con l’oncologo o con l’ospedale.<br />
Nausea e vomito. Esistono oggi dei farmaci molto efficaci, detti antiemetici, per prevenire o ridurre sensibilmente la nausea e il vomito. Se la nausea dovesse manifestarsi comunque l’assunzione di tali preparati, ciò può verificarsi nel giro di poche ore dopo il trattamento e durare anche per 24 ore. Se la nausea non è controllabile o persiste, informate l’oncologo, che non esiterà a prescrivervi un altro antiemetico più efficace.<br />
Perdita dell’appetito. Il dietista o un infermiere specializzato nei problemi alimentari sapranno darvi le giuste indicazioni.<br />
Irritazione della vescica. È importante bere molti liquidi per prevenire qualunque irritazione. Se notate la presenza di sangue nelle urine, informate l’oncologo.<br />
Caduta dei capelli. Comincia di solito dopo tre-quattro settimane dalla somministrazione della prima dose di ciclofosfamide, ma può evidenziarsi anche prima. I capelli possono cadere completamente oppure possono diradarsi. Potreste notare che anche le ciglia, le sopracciglia e altri peli che ricoprono il corpo si diradano e cadono. Si tratta in ogni caso di un fenomeno temporaneo: i capelli ricresceranno una volta che il trattamento si sarà concluso.<br />
Effetti temporanei sulla funzionalità epatica. Il ciclofosfamide può alterare la funzionalità epatica, che si normalizzerà comunque alla conclusione del trattamento. È difficile che il fegato subisca danni, ma l’oncologo vi terrà sotto rigorosa sorveglianza. Sarete sottoposti di tanto in tanto a prelievi di sangue per controllare la funzionalità epatica.<br />
Dolore o ulcere del cavo orale. Se avvertite una sensazione di dolore alla bocca o se notate la presenza di piccole ulcere, informate l’oncologo, che potrà consigliarvi i rimedi più appropriati per il vostro caso.<br />
Diarrea. Può essere controllata facilmente con i farmaci, ma informate l’oncologo se è severa o persistente. In caso di diarrea, dovete bere molto per reintegrare i liquidi perduti.<br />
Alterazione delle unghie. Le unghie possono scurirsi o solcarsi, ma riprenderanno il loro aspetto normale qualche mese dopo la conclusione del trattamento.<br />
Reazioni cutanee. La cute potrebbe scurirsi a seguito dell’eccessiva produzione di pigmento, ma ciò si verifica raramente.</p>
<p><strong>IMMUNOGLOBULINE ENDOVENA</strong><br />
(erogate solo in regime di ricovero o file F: molto costose!!!)</p>
<p>Efficaci se in terapia associate al corticosteroide.<br />
400 mg/kg/die per 5 gg consecutivi (quindi dose di 2 gr/kg/die per ciclo)<br />
Ripetere il ciclo ogni 2 settimane e poi dopo inizio della remissione ogni 4 settimane.</p>
<p>Non efficaci in monoterapia.</p>
<p>Efficace nel ridurre gli autoanticorpi circolanti anti Dsg1 e Dsg3.</p>
<p><strong>RITUXIMAB</strong><br />
(erogato solo in modalità file F)</p>
<p>Anticorpo monoclonale anti-CD20<br />
Remissione dopo il primo ciclo, talvolta necessita di II ciclo.<br />
Posologia:  375 mg/m2 superficie corporea a settimana per 4 settimane , secondo il seguente schema:<br />
1)	PREMEDICAZIONE:<br />
-	tachipirina 500 1 cp oppure 1 supp<br />
-	Urbason 40 mg in 50 cc SF in 15 minuti<br />
-	Trimeton 1 fl in 50 cc SF in 15 minuti</p>
<p>2)	INFUSIONE (si divide la dose totale del farmaco in due parti in modo tale che circa i 2/3<br />
                            siano diluiti in 500 cc di SF ed il 1/3 restante in 250 cc di SF) secondo lo<br />
                            schema:<br />
               -500 cc di soluzione fisiologica + mabthera (2/3 della dose totale):<br />
                                da 0 a 30’          a 50 cc/h<br />
                                da 30 a 60’        a 100 cc/h<br />
                                da 60  a 120’     a 150 cc/h<br />
                                da 120 a 180’    a 200 cc/h<br />
                                da 180’ in poi    a 250 cc/h<br />
               -250 cc di soluzione fisiologica + mabthera (1/3 della dose totale)<br />
                               a 250 cc/h</p>
<p>N:B: MONITORARE LA PRESSIONE ARTERIOSA PRIMA DI CAMBIARE LA VELOCITA’ DI INFUSIONE, e qualora fosse bassa o alta rispetto all’inizio valutare se modificare la velocità.</p>
<p>Esami da effettuare prima della somministrazione del farmaco:<br />
- routine pemfigo, rx torace, ecg<br />
-Auto-anticorpi, sierologia virale<br />
-Anticorpi anti-desmogleina 1-3  (solo alla prima e quarta seduta, e poi ripetuti ogni 3 mesi)</p>
<p>Eventi avversi :<br />
-	calo della pressione arteriosa: in tal caso rallentare o sospendere la velocità di infusione e somministrare Flebocortid ev se molto bassa!!!!!<br />
-	broncospasmo lieve: Ventolin  (Bronkovaleas) 2 puff+ Urbason 20 mg<br />
-	         “        moderato-grave: Ventolin fl 100 mg, 3 fl in 3-5’ + Urbason 40 mg +<br />
                                                Amminofillinici<br />
-	nausea e vomito: somministrare antiemetici<br />
-	febbre: somministrare Tachipirina, e se persiste valutare se sospendere l’infusione!!!<br />
-	dolori diffusi: somministrare analgesici</p>
<p><strong>POTENZIALI EFFETTI COLLATERALI</strong><br />
Il rituximab di solito produce effetti collaterali lievi, alcuni dei quali possono essere mitigati con un trattamento adeguato. Gli effetti collaterali possono manifestarsi durante la somministrazione della prima dose di farmaco e persistere per qualche ora dopo la conclusione della sessione di trattamento, ma usualmente sono più lievi con le dosi successive. Riportiamo di seguito quelli che sembrano essere gli effetti collaterali più comuni.</p>
<p>* Sintomi simil-influenzali. Comprendono febbre e brividi, debolezza, dolori muscolari, stanchezza, senso di vertigini e mal di testa. Spesso questi sintomi si manifestano nel corso della somministrazione, ma di solito non sono persistenti.</p>
<p>* Abbassamento della pressione sanguigna. Ciò può verificarsi durante l’infusione; per tale motivo la pressione verrà controllata periodicamente. I pazienti che normalmente prendono farmaci per abbassare la pressione devono essere informati che devono assumerli almeno 12 ore prima di ricevere il rituximab.</p>
<p>* Nausea e a volte vomito. Esistono oggi dei farmaci molto efficaci, detti antiemetici, per prevenire o ridurre sensibilmente la nausea e il vomito. Se la nausea non è controllabile o persiste, informate l’oncologo, che non esiterà a prescrivervi un altro antiemetico più efficace.</p>
<p>* Lieve dolore alle parti del corpo in cui il cancro si è diffuso. La sintomatologia può essere alleviata dalla somministrazione di analgesici.</p>
<p>* Manifestazioni allergiche. Non è insolito sviluppare una reazione allergica al rituximab, che può manifestarsi con rash cutaneo, ossia un’eruzione cutanea, e prurito, sensazione di gonfiore alla lingua e in gola, irritazione della mucosa nasale, sibilo, tosse e mancanza di respiro. Sarete tenuti sotto rigoroso controllo durante il trattamento, ma informate l’oncologo o l’infermiere/a qualora notiate eventuali manifestazioni allergiche del tipo descritto. Allo scopo di ridurre il rischio di reazioni allergiche, è possibile somministrare dei farmaci (antistaminici) prima di sottoporvi all’infusione. L’infusione può essere inoltre rallentata o interrotta finché la manifestazione allergica non è cessata.</p>
<p>* Vampate. Potreste avvertire una sensazione improvvisa di calore al volto accompagnata da rossore. Ciò può manifestarsi per un breve periodo durante l’infusione. </p>
<p><strong>TERAPIA TOPICA</strong></p>
<p>CLOBESOL  unguento: applicare sulle lesioni 1 vv die, tenendo presente che qualora l’area fosse estesa il paziente ne avrà anche un assorbimento sistemico, che si somma alla eventuale terapia sistemica corticosteroidea.</p>
<p>Per il cavo orale:<br />
Clobesol unguento + Corega fit®):   mescolare i due prodotti e massaggiare l’impasto ottenuto sulle erosioni del cavo orale, 3 vv die dopo i pasti, per 20-30 gg.<br />
+<br />
Diflucan sospensione: un misurino dosato a 100 mg, 1 vv die, da tenere qualche minuto in bocca, prima di deglutire per 10 gg. Ripetere dopo 10 gg di stop. </p>
<p>Altre terapie meno impiegate:</p>
<p><strong>Dapsone</strong>: impiegato alla dose di 50-150 mg die nella fase di mantenimento, poco efficace<br />
<strong>Methotrexate</strong> : poco efficace</p>
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		<title>Grafico andamento Pemfigo</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 21:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Informazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel cercare di contribuire, anche se in minima parte, nella ricerca di nuove idee che possano aiutarci, ho realizzato un grafico per il monitoraggio della malattia. L’idea è quella di rendere visibile in modo chiaro e immediato la storia della malattia in pochi fogli. Nel grafico viene indicata:
- la quantità di cortisone
- la quantità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel cercare di contribuire, anche se in minima parte, nella ricerca di nuove idee che possano aiutarci, ho realizzato un grafico per il monitoraggio della malattia. <strong>L’idea è quella di rendere visibile in modo chiaro e immediato la storia della malattia in pochi fogli</strong>. Nel grafico viene indicata:</p>
<p>- la quantità di cortisone<br />
- la quantità di immunosoppressore<br />
- durata dei sintomi e le loro variazioni<br />
- i risultati della desmogleine e BP-180</p>
<p>A mio avviso, se stampato e compilato  dalla maggior parte di noi, l’uso del grafico  può rivelarsi molto utile, per poter riassumere l&#8217;andamento della  malattia. Ad esempio:</p>
<p>1)	Nelle visite di controllo il medico potrà verificare qual è stato il decorso della malattia negli anni, quanti farmaci e per quanto tempo sono stati assunti e i periodi di remissione.</p>
<p>2)	Gruppi di malati, privatamente, possono confrontare online i loro grafici e verificare se ci sono differenze di cura e di risposta alla malattia.</p>
<p>3)	Inviando via e-mail il grafico nel migliore centro specialistico nazionale, eventualmente si potrebbero avere consulenze e risposte da medici esperti.</p>
<p>4)	Anche se prematuro, potrebbe risultare interessante per qualche ricercatore, poter consultare nel rispetto assoluto della privacy, il decorso della malattia in diverse decine di pazienti.</p>
<p>Invito tutti gli ammalati di Pemfigo/Pemfigoide interessati all’idea, di compilare  il proprio grafico per visionarlo al prossimo convegno  che si terrà all’ IDI nel  maggio 2010. Avremmo modo di confrontarci e trarre informazioni utili per ciascuno di noi.<br />
Altre idee per altri  modelli sono ben accetti in modo che al convegno si possa sceglierne  uno comune a tutti.</p>
<p><strong>Istruzioni per la compilazione del grafico</strong> - <a href="http://www.pemfigo.it/wp-content/img/istruzioni_compilazione_grafico.jpg" title="Istruzioni per la compilazione del grafico" target="_blank">scarica</a></p>
<p><strong>Grafico da compilare</strong> - <a href="http://www.pemfigo.it/wp-content/img/grafico.jpg" title="Grafico da compilare" target="_blank">scarica</a></p>
<p>Un affettuoso saluto per voi tutti.</p>
<p>Pietro da Palermo.</p>
<p>Staff Pemfigo.it</p>
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