L’Osteoporosi nel Pemfigo | Pemfigoide

Conoscere e curare l’Osteoporosi nel Pemfigo/Pemfigoide

 

Ti sei mai chiesto perché si può sviluppare l’Osteoporosi in un paziente affetto da Pemfigo o Pemfigoide?

Ecco tutti i dettagli e le cure per gli ammalati che oggi soffrono di osteoporosi.

Sono molteplici i motivi, per il quale una persona affetta da pemfigo o da Pemfigoide, dovrebbe tenersi informato sull’osteoporosi.

Ti stai chiedendo Perchè?

Proprio perché ai pazienti, viene spesso somministrata un’alta dose di cortisone, soprattutto nel periodo iniziale della cura.

ed è risaputo come il cortisone ed altri farmaci, come ad esempio il “Prednisone” (il pricipale farmaco assunto durante la cura) possono creare dei danni al nostro organismo.

Per questo consigliamo di contrastare almeno parzialmente i suoi effetti dannosi con una corretta alimentazione (utilizzando se necessario, anche integratori di alta qualità).

Vogliamo subito tranquillizzarti dicendoti che:

se ti sei affidato ad un centro specializzato per curarti, come può essere l’IDI di Roma, dove già moltissime persone sono in cura, sei già in ottime mani.

I dottori specializzati che ti seguiranno durante la tua cura ti sapranno dare tutte le informazioni di cui hai bisogno.

Bene! ma ora scendiamo nei dettagli:

Ma che cos’é l’Osteoporosi?! riassumiamola in parole semplici:

L’Osteoporosi è un indebolimento della solidità dell’apparato scheletrico.

Le conseguenze sono appunto un possibile aumento delle fratture proprio perché le ossa perdono la loro consistenza.

Come puoi vedere nella foto riportata qui sotto.

Osteoporosi nel pemfigo pemfigoide

Quando avvengono in età avanzata rappresentato un grave problema, perché, non solo determinano uno stato di disabilità, ma la condizione a cui porta può aumentare il tasso di mortalità.

È perciò molto importante prevenire le fratture e il danneggiamento dello scheletro, tenendo conto che da alcune ricerche scientifiche é emerso che sono molto più soggette le donne che i maschi, in particolare dopo la menopausa.

Ma quale cura devo fare io?!

Quando parliamo di Osteoporosi nel Pemfigo/Pemfigoide, dobbiamo innanzitutto capire se abbiamo realmente bisogno di una cura, per questo faremo due distinzioni:

Nella prima osserveremo un caso detto a basso rischio: dove non saranno richiesti particolari interventi, fino a 65 anni per le donne e 70 per i maschi, 

mentre nel secondo avremo un caso ad alto rischio, ovvero quando si ha:

  • un basso peso corporeo
  • una menopausa precoce (prima di 45 anni)
  • una storia familiare di osteoporosi,
  • la presenza di artrite reumatoide e l’assunzione per lunghi periodi di cortisonici, inibitori della pompa ionica (omeprazoli) e farmaci antidepressivi che agiscono attraverso la serotonina.

Approfondiamo più nel dettaglio i due casi di Osteoporosi nel Pemfigo/Pemfigoide:

Nel primo caso (anche se di età differenti) é sufficiente effettuare una misura della densità ossea, tenendo presente che nelle donne, una diminuzione dopo la menopausa è fisiologica.

Se dopo la misurazione della densità ossea, il risultato é una diminuzione entro i limiti fisiologici, non c’è bisogno di alcun farmaco.

Ma è importante controllare l’alimentazione per essere sicuri di assumere almeno 1 grammo di calcio al giorno.

Molti sostengono che se la dieta contiene latte, latticini e vegetali, non c’è bisogno di alcun supplemento o integratore alimentare, perché se si assume molto calcio si rischia di avere una sua deposizione a livello arterioso con possibili conseguenze cardiovascolari.

Ma delle ricerche fatte in svizzera confermano quanto siano diminuiti i livelli di sostanze nutritive per il corpo umano all’interno degli alimenti che normalmente compriamo.

Per questo è possibile integrare se necessario, con integratori di alta qualità, il più possibili naturali, proprio perché il nostro organisco fa molta più fatica ad assimilare un prodotto chimico, da uno naturale.

In aggiunta, occorre aumentare l’esercizio fisico: si considera soddisfacente camminare per 30-40 minuti al giorno almeno tre volte alla settimana; il cammino può essere sostituito dal nuoto o dall’uso della bicicletta.

 

Invece nel secondo caso, dove si ha una forte caduta della densità ossea, è utile pensare all’impiego di farmaci.

Sono tre i farmaci disponibili per le cure per l’Osteoporosi , ed appartengono alla famiglia dei bisfosfonati.

Questi impediscono la perdita di calcio dalle ossa.

Due prodotti:

– alendronato
– risedronato 

si assumono per via orale una volta alla settimana o al mese e sono disponibili anche come farmaci dal nome generico,

un altro prodotto:

– l’acido zoledronico

Quest’ultimo si somministra per via endovenosa una volta all’anno.

Siccome questi farmaci si accumulano nell’osso, dopo cinque anni per i bifosfonati orali e tre anni per il prodotto endovenoso è bene prendere una “vacanza” farmacologica per uno o due anni prima di iniziare un altro ciclo.

Esiste un quarto farmaco:

– denosumab

che agisce con un altro meccanismo d’azione e può essere indicato per chi non risponde o non tollera i bisfosfonati.

Per tutti questi farmaci esistono buone prove per sostenere che riducono in modo significativo le fratture vertebrali e di altre ossa, incluso il femore.

Consigliamo di non effettuare troppo frequentemente la misurazione della densità ossea, perché normalmente le possibili variazioni si vedono dopo uno o due anni di trattamento.

I bisfosfonati, come tutti i farmaci hanno alcune controindicazioni come la presenza di ipocalcemia o una ridotta funzione renale.

Inoltresono possibili danni come l’esofagite il rischio, raro, di necrosi della mandibola. Poiché lo scopo di tutti gli interventi, non è quello di aumentare la densità ossea, ma di evitare le fratture, non va dimenticata l’attenzione a fattori che possono aumentare il rischio di fratture. Quali il tipo di calzature, i problemi di vista, la rimozione di ostacoli come ad esempio i tappeti sul pavimento e tutte le condizioni che possono facilitare le cadute

 

Fonte: http://www.marionegri.it/Come+affrontare+l%27osteoporosi/190076,News.html

 

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2 pensieri su “L’Osteoporosi nel Pemfigo | Pemfigoide

  1. Ettore ti ringraziamo per aver risposto perché ci aiuti a creare i prossimi contenuti da poter pubblicare per aiutare tutti gli ammalati, quindi grazie!
    Ti invito a navigare all’interno del blog per trovare gli articoli che trattano gli argomenti che ti interessano,
    ad esempio qui puoi trovare un articolo che parla della vitamina D:

    http://www.pemfigo.it/dieta-corretta-per-il-pemfigo/

    Come saprai i medici dicono che non si guarisce da Pemfigo , si può però andare in remissione.
    Significa diminuire i farmaci fino ad arrivare a non assumerne più, e di conseguenza non aver più la presenza di nessuna bolla nel corpo.
    Puoi trovare altri articoli nel sito che parlano di questa tematica.

  2. Questo articolo è molto interessante per il malato. La vitamina D non è stata citata: perchè…? Un particolare alla quale il medico dermatologo non mi sa respondere…Quando voglio sapere a che punto si trova la malattia…? Quando posso dichiararmi guarito…? Quali sono gli esami per poter avere una risposta
    a queste domande che il malato si pone. Una maggior informazione, mette il malato in una condizione di minori ansie. Grazie!!

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