Francesca

Nel 2006 incinta del mio Filippo, abbiamo dovuto fare un viaggio andata e ritorno all’inferno. Per fortuna di ritorno…

La causa è stata una malattia autoimmune che mi ha colpito in gravidanza: PEMFIGOIDE BOLLOSO GESTAZIONALE. Adesso posso dire che “grazie a lei” vedo la vita in maniera diversa, ancora più profonda, più vera.
Ho scritto un blog, dove racconto tutto il calvario subito… questo è il link: https://pemfigoidegestazionale.blodgspot.com/?m=1

Col cuore, aggiungo che: se c’è una mamma, una donna incinta del suo piccolo che non sta bene e all’improvviso incomincia ad avere prurito, dolore e bruciore alla pelle da impazzire, potete contattarmi cercherò di aiutarla con l’esperienza avuta in quei mesi di attesa.
Vi saluto e abbraccio.
Francesca.
Cell: 347 9639647 

Così inizia il mio blog:

Giugno 2006,
estate calda dei mondiali di calcio.
Incinta di Filippo da poco più di quattro mesi, incomincio a sentirmi veramente stanca.
Tra me e me penso che sia la gravidanza e decido di chiedere una settimana di ferie dal lavoro.
Martedì, primo giorno di ferie.
Di notte le mie gambe è come se all’improvviso prendessero fuoco…
prurito e dolore mi accompagnavano fino in bagno, mi buttavo nella vasca e con l’acqua gelida cercavo un po’ di refrigerio.
Non scorderò mai che in quelle notti, il mio cane Berto, un Golden Retriever fantastico, si svegliava con me e accovacciandosi vicino alla vasca, aspettava che finissi di bagnarmi le gambe.
Sentivo nonostante tutto, il suo amore incondizionato per me.
Mercoledì, incomincio a grattarmi come una pazza.
La sera c’era una partita dell’Italia e io a casa di amici, incominciavo a realizzare che c’era qualcosa di anomalo.
Giovedì’ vado dal mio medico curante che mi propone i bagni con l’amido di mais, ma non mi procureranno nessun beneficio.
Venerdì vado in farmacia e mi propongono il talco mentolato.
Sabato mattina decido di andare all’ospedale di Recco.
Incomincio ad avere pure le gambe gonfie con delle placche viola in rilievo e purtroppo faccio anche fatica a camminare.
Dal pronto soccorso mi dicono”Non so’ assolutamente che cosa possa avere. Le consiglio di andare al Gaslini, visto che aspetta un bimbo, lì dovrebbero aiutarla.”
Rispondo di essere seguita dal fantastico dr. M.  A.  del Galliera, (naturalmente in tono ironico) e di preferire un suo parere.
Domenica la passo come i cani al canile.
Sono quattro notti che non dormo, il caldo si fa sempre più fastidioso e incominciano i miei primi svarioni.
Decido che l’indomani mi sarei recata al Galliera e chiedo a mio marito e a mia mamma se mi possono accompagnare.
La risposta fu NO!
Bene, così il giorno dopo, aprii il cancello di casa, salutai Berto dicendogli:
“Ciao amore ci vediamo stasera”, presi da sola la macchina per andare al Galliera e,
sinceramente mi chiedo ancora adesso, come possa essere riuscita ad arrivare all’ospedale,
senza schiantarmi.
Mi ero portata quei ghiaccini che si tengono nel frigo e si usano quando hai una contusione.
Ho fatto tutto il viaggio con questi cosi appoggiati alle gambe.
Arrivo, parcheggio, entro in pronto soccorso, mi visitano, “codice verde, si rechi nel reparto di dermatologia al primo piano, prenda il numero e aspetti il suo turno”, percorro trascinandomi e piangendo, un corridoio lungo che con finiva più.
Ogni tanto mi dovevo sedere dove capitava perché non stavo in piedi.
Delle signore mi vedono e mi chiedono se avevo bisogno di qualcosa.
Io furiosa come non mai, incomincio ad imprecare contro mio marito e mia mamma che mi hanno fatto andare lì da sola, dove ho trovato degli estranei che mi tendevano la mano.
Arrivo a fatica in dermatologia, prendo il numero, ma avevo davanti a me 10 pazienti e chiedo se mi fanno passare perché stavo malissimo.
Accettano e così m’infilo di fretta nello studio del dr. P.  che appena mi vede esordisce così:
“A vederla ridotta così, forse ha una malattia rara specifica della gravidanza, chiamo subito il reparto di ostetricia e la ricoveriamo d’urgenza.
Chiamo subito il chirurgo e domattina farà la biopsia per vedere bene la natura di tutto ciò.”
E da questo momento incomincerà il mio calvario… Continua… cliccare qui.

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Cari Amici,

vorrei condividere con voi una canzone che più mi rappresenta, ogni volta che l’ascolto mi vengono i brividi: Vita

Vita (Gianni MorandiLucio Dalla)

Vita in te ci credo
Le nebbie si diradano
E ormai ti vedo
Non è stato facile
Uscire da un passato
Che mi ha lavato l’anima
Fino a quasi renderla un po’ sdrucita

Vita io ti credo
Tu così purissima
Da non sapere il modo
L’arte di difendermi
E così ho vissuto quasi rotolandomi
Per non dover ammetter d’aver perduto

L’arte di difendermi
E così ho vissuto quasi rotolandomi
Per non dover ammetter d’aver perduto

Anche gli angeli capita a volte sai si sporcano
Ma la sofferenza tocca il limite
E cosi cancella tutto e rinasce un fiore sopra un fatto brutto
Siamo angeli con le rughe un po’ feroci sugli zigomi
Forse un po’ più stanchi ma più liberi
Urgenti di un amore, che raggiunge chi lo vuole respirare
Vita io ti credo

Dopo che ho guardato a lungo, adesso io mi siedo

non ci son rivincite
Nè dubbi nè incertezze
Ora il fondo è limpido, ora ascolto immobile…

Fonte: Lyr